Immortale Odium

per Rassegna Stampa, 5 Novembre 2018

 Una catena di delitti, un complotto infernale nel triller di Rino Cammillleri

di Pietro Licciardi

Siamo nell’Italia da poco unificata da massoni e garibaldini, in cui si sono infine calmati gli eccessi e gli odi anticlericali della prima ora, pur rimanendo inalterata da parte dei circoli unitari che hanno ormai il monopolio del nuovo Stato l’ostilità per i preti e i cattolici. Cattolici i quali, dopo aver subìto le angherie e i soprusi patiti durante il “glorioso” Risorgimento, sembrano ormai aver fatto buon viso a cattiva sorte, rassegnandosi a nuovi destini comuni all’ombra del nuovo e infame tricolore.

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La famiglia società sovrana e le sue implicazioni politiche: il “voto familiare”

1.La famiglia società sovrana nella “Lettera alle famiglie”

La tesi secondo cui la famiglia è la cellula della società ha avuto, nell’Occidente cristiano, una plurisecolare realizzazione istituzionale, sia nel costume sia nella legge. Essa è stata ben descritta da papa Giovanni Paolo II (1978-2005) con l’espressione di “famiglia sovrana”, contenuta nella Lettera alle famiglie del 2 febbraio 19941. Egli utilizza più volte questo termine, nuovo almeno nella sua formulazione, per rivendicare una reale originarietà, nonché “indipendenza” sociale e politica, della famiglia rispetto alla società ed allo Stato.

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Il padre e l’autorità negata

Gran parte del disagio giovanile contemporaneo è dovuto all’eclissi della figura paterna 

Nella società occidentale i risultati dell’eclissi della figura paterna sono chiarissimi. Basti pensare, per fare solo un esempio, ai dati che emergono dalla cronaca nera di questi ultimi decenni. Dunque l’importanza del padre va riscoperta e vanno combattute quelle leggi che ne hanno minato l’autorità nella famiglia e nella società, non ultime ma traumatiche quelle sulle adozioni alle coppie composte da due uomini o due donne.

Della necessità di una riscoperta sociale, morale e culturale, a 360 gradi, di quel padre oggi messo pericolosamente in disparte dalla cultura dominante ha parlato più volte Papa Francesco. Durante un’udienza tenuta nell’Aula Paolo VI in Vaticano nel febbraio 2015, il Santo Padre affermò tra l’altro: «Padre è una parola nota a tutti, una parola universale. Essa indica una relazione fondamentale la cui realtà è antica quanto la storia dell’uomo. Oggi, tuttavia, si è arrivati ad affermare che la nostra sarebbe una “società senza padri”. In altri termini, in particolare nella cultura occidentale, la figura del padre sarebbe simbolicamente assente, svanita, rimossa». Del ruolo del padre nella famiglia secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, il Compendio di Dottrina sociale della Chiesa e il Magistero di Papa Francesco si parlerà, oggi pomeriggio, nella puntata mensile di Temi di Dottrina sociale della Chiesa dal titolo “Il padre e l’autorità negata”. Condotta da Giuseppe Brienza e Marco Petrizzelli, andrà in onda su Radio Mater dalle ore 17.30 alle 18.30. Per cercare la frequenza FM dell’emittente cattolica fondata nel 1984 da don Mario Galbiati se ne può consultare il sito ufficiale: www.radiomater.org.

Ubi Petrus, Ibi Ecclesia

Papa Francesco saluta i fedeli subito dopo la sua elezione al soglio pontificio (13 marzo 2013) ANSA/MICHAEL KAPPELER

Oggi ricorrono sei anni da quando i cardinali riuniti in conclave nella Cappella Sistina del Vaticano elessero il cardinale Jorge Mario Bergoglio SJ, Arcivescovo di Buenos Aires (Argentina), a successore di Pietro. È arrivato così, all’età di 77 anni, il 266° Papa della storia della Chiesa, primo Pontefice dal sud del mondo e del continente americano, primo Papa della Compagnia di Gesù. Ha preso il nome di Francesco in riferimento al Poverello d’Assisi che, qualche giorno più tardi, indicò come «l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il creato».

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L’“onda lunga” della Rivoluzione Francese nel diritto di famiglia italiano

Le “riforme” dell’ordinamento della famiglia che in Italia hanno caratterizzato il decennio che va dalla seconda metà del 1960 a quella del 1970 possono a giusto titolo identificarsi, come ha rilevato Giuseppe Dalla Torre, con un processo di emancipazione dell’individuo dalla stessa, messo in moto teoricamente almeno due secoli prima, con la filosofia e la prassi della Rivoluzione detta francese del 1789.

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