Cos’è il talento, come esprimerlo… e la paura di sbagliare

Secondo incontro per giovani professionisti.

Dopo Tiziana Mennuti, direttrice dell’ufficio legale e risorse umane di Radio Dimensione Suono-RDS, l’associazione familiare “Laurento” (www.laurento.it) ospita un altro professionista di spessore internazionale che, partendo dalla sua personale esperienza, racconterà ai giovani professionisti che interverranno come e perché valorizzare i propri talenti nel mondo del lavoro, in modo tale da “creare valore” non solo per i clienti e i colleghi, ma anche per l’ambiente e la comunità sociale nel suo complesso.

L’appuntamento è per giovedì 7 novembre, alle ore 19, nella sede del Laurento di Roma EUR (via Benedetto Croce 36, con ingresso dal civico 6) con Oliver Galea, già Amministratore Delegato di PwC Italia, che sarà intervistato sul tema: Cos’è il talento, come esprimerlo… e la paura di sbagliare.

PricewaterhouseCoopers è un network internazionale, operativo in 157 Paesi con oltre 276.000 dipendenti, che fornisce servizi di consulenza di direzione e strategica, revisione di bilancio e consulenza legale e fiscale. Per PwC lavorano nel nostro Paese circa 5.800 professionisti, presenti in 23 città, impegnati a garantire qualità nei servizi e nelle consulenze alle imprese. Lo scopo comune di PwC è racchiuso nella significativa frase con indubbi risvolti etici: “Creare fiducia nella società e contribuire a risolverne i più importanti problemi” (“To build trust in society and solve important problems”).

La partecipazione all’incontro è gratuita ma è gradito il preavviso scrivendo una mail a info@laurento.it.

Fare teologia con l’arte

 

Mercoledì 7 agosto puntata su Radio Mater sulla visione cristiana della creazione. Ospite il teologo Gianluca De Candia che, nell’ultimo libro “Il rovescio del Vangelo”, ha scritto: «nulla di più lontano dalla realtà sarebbe credere che un’opera d’arte sia il risultato esclusivo di una fulminea intuizione». Perché questo e, soprattutto, una tale valutazione vale anche per la riflessione teologica?

La visione cristiana della creazione vede la natura come una realtà positiva che non va mai vista come un qualcosa di sacro o divino o intangibile e sottratto all’azione umana. L’arte, che nella sua essenza riflette la natura (o la realtà) secondo una prospettiva umana trascendente, va interpretata correttamente per servire da “tramite” per la teologia e, quindi, per l’insegnamento (o la trasmissione) della Verità. Di questo parleranno il giornalista Giuseppe Brienza e il teologo Gianluca De Candia nella prossima puntata di Temi di Dottrina sociale della Chiesa, in onda mercoledì 7 agosto su Radio Mater (ore 18.30).

Secondo il Compendio di Dottrina sociale della Chiesa l’ordine naturale uscito dalle mani di Dio consiste in «un dono offerto dal Creatore alla comunità umana, affidato all’intelligenza e alla responsabilità morale dell’uomo» (n. 473). Per questo l’uomo è chiamato a rispettare «l’ordine, la bellezza e l’utilità dei singoli esseri viventi» (n. 473).

Nell’ottica propugnata dallo stesso Compendio di «evangelizzazione delle realtà temporali» (n. 530) s’inserisce il tema trattato nella trasmissione, intitolata “Fare teologia con l’arte”, vale a dire provare a trasmettere la bellezza della verità (questo il compito della teologia) tramite l’arte.

Il prof. Gianluca De Candia insegna teologia in due università tedesche, Teologia sistematica in quella di Siegen e Questioni filosofiche fondamentali della teologia – come libero docente – all’Università di Münster. Ha scritto vari saggi fra cui il più recente Il rovescio del Vangelo (EDB, Bologna 2019, pp. 104, € 9,50) nel quale legge il Vangelo «al rovescio», a partire cioè dalla prospettiva di coloro che hanno incontrato Gesù, da San Giuseppe alla Vergine Maria, da Giovanni Battista alla peccatrice di Magdala, passando per Giuda, Pietro, Caifa, Anna, Ponzio Pilato ed Erode

Nell’introduzione De Candia scrive appunto dell’esistenza, nell’uomo di tutti i tempi, di un qualcosa d’impalpabile e di leggero che non può non incantarlo, qualcosa d’invisibile che, quando manca, lo «lascia in uno stato di curiosa inquietudine». Di cosa stiamo parlando e, soprattutto, questo qualcosa ha a che vedere con il tema del rapporto fra teologia, arte e bellezza?

“Competenze per la vita”: perché sono importanti?

Sabato 6 aprile a Roma seminario di formazione organizzato dal Centro culturale Laurento e dall’associazione far-Famiglia del prof. Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva. Si parlerà di “Life skills: perché sono importanti?”


Che cosa sono le Life Skills? Si tratta di un’espressione traducibile in italiano con “competenze per la vita” che serve per indicare tutte quelle capacità acquisite tramite insegnamento o esperienza diretta che vengono utilizzate per gestire problemi, situazioni e domande con le quali si ha che fare comunemente nella vita quotidiana. Le Life Skills consentono insomma alle persone di operare nelle varie circostanze ambientali e sociali con “competenza” sia sul piano individuale sia su quello collettivo. Ne parlerà sabato 6 aprile a Roma il prof. Alberto Pellai, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva, nel seminario di formazione organizzato dal Centro culturale Laurento e dall’associazione far-Famiglia da titolo: “Life skills: perché sono importanti? Sviluppare le capacità emotive e cognitive nei figli”. La partecipazione all’incontro è gratuita ma si consiglia di confermare la propria presenza inviando una mail a: presidente@farfamiglia.it. L’appuntamento è alle ore 17,30 nell’Aula Magna della Residenza Universitaria Internazionale (RUI) di viale Africa 27, nel quartiere romano dell’EUR. Introduce l’Ing. Carlo Messina, Presidente dell’associazione far-Famiglia.

Babbo dove sei?

Mai essere solo “amici” dei propri figli…

Invitiamo all’incontro culturale, organizzato dall’associazione Castelromano, con il prof. Pierluigi Bartolomei, pubblicista, preside della Scuola di formazione Elis, attore e padre di famiglia numerosa dal titolo: “Babbo dove sei: genitori troppo amici o amici poco genitori?”.
Si terrà domenica prossima, 24 marzo, alle 16.30, a Castel Gandolfo, presso il Centro Convegni Castelromano di via Santa Caterina 4 (al km. 23 della via Appia).
L’ingresso è gratuito ma è consigliabile scrivere una mail a amministrazione@associazionecr.it.

La famiglia società sovrana e le sue implicazioni politiche: il “voto familiare”

1.La famiglia società sovrana nella “Lettera alle famiglie”

La tesi secondo cui la famiglia è la cellula della società ha avuto, nell’Occidente cristiano, una plurisecolare realizzazione istituzionale, sia nel costume sia nella legge. Essa è stata ben descritta da papa Giovanni Paolo II (1978-2005) con l’espressione di “famiglia sovrana”, contenuta nella Lettera alle famiglie del 2 febbraio 19941. Egli utilizza più volte questo termine, nuovo almeno nella sua formulazione, per rivendicare una reale originarietà, nonché “indipendenza” sociale e politica, della famiglia rispetto alla società ed allo Stato.

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L’“onda lunga” della Rivoluzione Francese nel diritto di famiglia italiano

Le “riforme” dell’ordinamento della famiglia che in Italia hanno caratterizzato il decennio che va dalla seconda metà del 1960 a quella del 1970 possono a giusto titolo identificarsi, come ha rilevato Giuseppe Dalla Torre, con un processo di emancipazione dell’individuo dalla stessa, messo in moto teoricamente almeno due secoli prima, con la filosofia e la prassi della Rivoluzione detta francese del 1789.

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