Da oggi lo sappiamo: l’Italia rinascerà

Il Populista 12 settembre 2019

Conte bis: fiducia al Senato con 169 Sì (due voti in meno del previsto)

A Roma una moltitudine di italiani senza una particolare casacca politica è scesa in piazza per difendere la democrazia e chiedere di votare. La società civile non è ancora morta. Possiamo tornare a sperare

di Pietro Licciardi

Martedì il premier Giuseppe Conte, dopo aver incassato al Senato la fiducia al suo nuovo Governo con due voti (pentastellati) in menoha parlato di “nuovo inizio per l’Italia”. Se “nuovo inizio” c’è stato, questo l’abbiamo visto lunedì 9 settembre, quando a Roma sono arrivati davanti a Montecitorio in migliaia da tutta Italia per protestare contro i “ladri di sovranità”. Militanti della Lega e di Fratelli d’Italia, semplici simpatizzanti ma, soprattutto, moltissimi elettori senza nessuna particolare casacca politica.

Italiani che hanno voluto manifestare il loro pacifico, civile ma fermo – anzi, fermissimo – “no” a quello che hanno sentito come un intollerabile sopruso: la nascita in provetta di un governo della casta, eterodiretto dai “poteri forti” della UE. A far da stampella una corte di miracolati pentastellati: deputati e senatori senza arte né parte, arrivata ai vertici dello Stato per sorteggio, senza alcuna preferenza da parte di un collegio di elettori.

Gente che pur di non perdere i privilegi e le prebende del Palazzo si è alleata senza batter ciglio con chi fino al giorno prima era il “nemico” giurato. Operazione costituzionalmente “legale”, quella del Conte bis, ma politicamente eversiva, perché ha imposto al Paese un governo a guida Pd, regolarmente sconfitto ad ogni elezione: politica, amministrativa ed europea degli ultimi anni, alleato ad un altro partito in evidente emorragia di consensi.

Anziché ricorrere alle urne lasciando la decisione al popolo sovrano – come moralmente doveroso e costituzionalmente opportuno – si è preferito avallare l’inciucio. Ma chi conosce le sinistre, e in particolare gli eredi del fu Partito comunista, non si stupisce più di tanto. In Europa i comunisti non hanno quasi mai avuto più del 10% dei consensi e se hanno potuto insediarsi alla guida dei rispettivi Paesi è stato solo grazie a dei colpi di Stato o alla copertura dei carri armati con la stella rossa.

È andata così in Russia, dove i bolscevichi rovesciarono il governo provvisorio di Aleksandr Fedorovic Kerenskij dando inizio prima alla dittatura e poi al totalitarismo rosso. Dopo il secondo conflitto mondiale i comunisti locali presero il potere in Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia e in tutta l’Europa occupata dalle armate di Stalin grazie alla copertura e alla complicità del “liberatore” russo.  Per nostra fortuna i carri armati che invasero l’Italia a partire dal 1943 avevano la stella bianca anziché rossa e per noi fu vera democrazia.

I comunisti provarono il loro primo ribaltone nel ’48 ma gli andò male, perché gli italiani di loro non ne volevano proprio sapere. E non ne hanno voluto sapere per i successivi sessant’anni, anche se con la complicità della Dc – partito egemonizzato dai clerico-sinistri – sono potuti diventare il primo partito comunista dell’Europa occidentale.  Complicità e collusione che ha infine portato ad una serie di governicchi clerico-comunisti, da Dini, a D’Alema a Prodi, fino a Renzi ma sempre dalla vita stentata e regolarmente bocciati dalle urne.  

Questa volta però hanno passato il segno e a dirlo sono state le decine di migliaia di italiani che sono scesi quasi spontaneamente e con pochissimo preavviso in piazza.Come ha detto Salvini ad un popolo senza simboli politici ma pieno di bandiere tricolore, prima o poi dovremo necessariamente tornare a votare e allora, finalmente, assisteremo al definitivo suicidio politico di un Pd diventato il partito delle lobby, della Ue, della finanza internazionale e delle banche. Di tutti meno che del popolo italiano e dell’Italia e di un Movimento 5 stelle che ha mostrato a tutti, soprattutto ai suoi stessi elettori, il vero volto opportunista e giacobino.

In Italia per rinascere veramente manca forse ancora una vera e solida leadership e molti politici della Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia mostrano di avere una debole cultura di destra, veramente alternativa a quella sinistra ideologia che ha portato l’Italia sull’orlo del baratro economico e sociale ma lunedì a Roma abbiamo toccato con mano che c’è ancora una società vitale, non rimbambita dalla ideologia buonista e politicamente corretta dietro cui si nascondono quasi intatti gli stantii miti socialisti e se la società civile vive anche l’Italia tornerà a vivere.