I cattolici, una risorsa per il centrodestra

Il Populista 8 Settembre 2019  

Il ribaltone politico ha sconcertato i cattolici, il cui voto però è ancora determinante. A Salvini il compito di dimostrare che la Lega è una diga credibile contro la deriva antropologica del governo più rosso della Repubblica

Pietro Licciardi

I giochi sono fatti e sta per prendere il largo il più antidemocratico governo della storia repubblicana a pari merito, forse, con quello di Monti. Adesso non ci resta sperare che abbia vita breve per poter andare alle urne e ristabilire un minimo di democrazia nel Paese, augurando al centrodestra una vittoria definitiva e schiacciante.

Ha suscitato polemiche la scelta di Matteo Salvini di aprire una crisi che si è rivelata un boomerang, anche perché risultano ad oggi piuttosto oscuri i probabili retroscena che hanno fatto maturare la fatale decisione. Soprattutto, a giudicare da quanto si legge tra i più delusi dall’uscita di scena di Salvini e sconcertati dalla alleanza Pd-5stelle sono stati parecchi cattolici.

Ovviamente non ci riferiamo a quei buonisti che votano e simpatizzano per la sinistra piddina o pentastellata al punto da sostenere programmi la cui ragion d’essere è stravolgere l’ordine divino e umano mediante la legalizzazione di aborto, eutanasia, droga, matrimoni contro natura – il grillino Carlo Sibilia ha proposto qualche anno fa di legalizzare le unioni “di gruppo” e “tra specie diverse” – uteri in affitto e via elencando. Salvo poi tacitare la coscienza perché si riaprono i porti ai clandestini di tutta l’Africa o si istituisce una qualche elemosina di stato per le nuove e vecchie povertà.

Il pensiero va piuttosto ai cattolici che hanno votato la Lega e a quelli, molti, che alle elezioni politiche sono rimasti alla finestra cercando di capire se Salvini potesse essere un credibile baluardo contro le derive antropologiche della sinistra.

Si tratta di un elettorato che, contrariamente a quanto crede certo clero, non si fa abbindolare da citazioni della Madonna o da rosari esibiti, anche se di sicuro è per loro preferibile di gran lunga un politico che il rosario lo bacia a uno che ci sputa sopra ogni volta che straparla di fantomatici “diritti” che gridano vendetta al cospetto di Dio.

Per avere e conservare il loro voto ci vuole più di una esteriore, per quanto eroica considerati i tempi, manifestazione di simpatia per il sacro.

Non vogliamo certo qui suggerire la linea politica a Salvini e alla Lega ma buon senso suggerisce che mai come adesso il voto cattolico serve e sarebbe buona cosa tenerselo stretto. Per poterlo fare la strada più sicura, a nostro modestissimo parere, è inserire, tanto per cominciare, tra i punti qualificanti della campagna elettorale e soprattutto del futuro governo misure concrete e reali a sostegno della natalità e della famiglia (al singolare). Quei provvedimenti che per forza di cose non ha potuto varare l’ex ministro Lorenzo Fontana.

Misure tra l’altro che non servono a compiacere i soli cattolici ma che vanno innanzitutto a vantaggio dell’Italia, che senza figli non avrà mai una vera ripresa economica, non potrà pagare le pensioni e dovrà necessariamente cedere all’invasione straniera; mentre senza una tenuta della famiglia (al singolare) o almeno di quelle che ancora sopravvivono, avremo invece il collasso di ciò che rimane del welfare, che già a corto di risorse dovrà occuparsi di un numero sempre crescente di persone che oggi ancora trovano il loro sostegno tra le mura domestiche.

Serve un impegno tangibile, già a livello locale, là dove ad amministrare sono gli eletti del centrodestra e dove più facilmente si conquista la fiducia degli elettori; soprattutto dove stabili maggioranze rendono più facile sperimentare politiche che potranno poi essere replicate su scala nazionale.

Sarà importante anche vedere la determinazione con la quale il centrodestra e la Lega in particolare si opporranno a leggi devastanti per le loro conseguenze sociali, come la liberalizzazione delle droghe o la criminalizzazione di chi non condivide l’ideologia gay: la famigerata legge Scalfarotto in agguato in un cassetto del Pd. Legge che reintrodurrà di fatto il reato di opinione – come in Urss o nell’Italia fascista – e impedirà qualsiasi opposizione alle derive Lgbt, di cui le vicende di Bibbiano e de Il Forteto sono esempi eloquenti.

La sinistra forse si illude che gli italiani, avendo memoria corta, dimenticheranno l’infamia di questi giorni e dei giorni che verranno. I cattolici no. Loro ricordano tutto. Si sono ricordati di Prodi e di Renzi.

Questa volta vogliono ricordarsi di Salvini come quello che ha salvato gli italiani dal totalitarismo rosso.