INVESTIRE NELLA FORMAZIONE

In un panorama politico-culturale dilaniato tra i cattolici che corrono in partiti e movimenti a-valoriali o paganeggianti senza curarsi della loro formazione e cattolici che si dedicano alla fase “pre-politica” pura come se non ci fosse un domani, nel nostro piccolo, cerchiamo di rilanciare la formazione civica e sociale


Investire in formazione è da sempre il fiore all’occhiello di ogni grande azienda. Non sono molte del resto quelle che attualmente possono permettersi di farlo, perché preparare, organizzare e realizzare un qualsiasi evento formativo implica da un lato la disponibilità economica ad affrontare gli inevitabili costi e, dall’altro, una valutazione dei destinatari della formazione stessa, tale da ottenere il massimo “ritorno”. […].

“Nazione”, “Stato”, “Patria”: nei suoi interventi il giornalista e scrittore Fabio Torriero ha descritto nel loro giusto senso queste parole ormai abusate che, però, riprendono il loro pieno significato grazie ad una disamina attenta e libera dai condizionamenti imposti a noi italiani in decenni di cattivi libri di testo, documentari, fiction, etc. Parole. Forse, ma non solo. Prima ancora di un Re o di un esercito è la lingua, sono i costumi, è la religione che unisce un terra, la nostra terra. […]

E che in Italia non c’è stato nessun “Risorgimento”, l’ha ben argomentato Giuseppe Brienza nel suo libro “Unità senza identità. Come il Risorgimento ha schiacciato le differenze fra gli Stati italiani” (Edizioni Solfanelli, Chieti 2009), c’è stata solo una “Rivoluzione italiana”, in pratica la brutta copia del sovvertimento francese del 1789 che ci ha imposto un modello che in più di un secolo ha tolto alla nostra patria molto di più di quello che sembrerebbe averci dato.

Non c’è stata nessuna “Guerra di Liberazione”, hanno illustrato tanti storici, fra cui il ferrarese Andrea Rossi, bensì una dilaniante “Guerra Civile italiana” che, dal 1943 e fino al 1948, conta i morti ma, finora, ha celebrato solo quelli caduti da una parte e ne ha fatto degli eroi. La “vulgata resistenziale” egemonizzata dal Partito Comunista italiano, infatti, ha nascosto e taciuto stragi di intere comunità raccolte intorno al loro parroco, simbolo ancora una volta di quei “valori non negoziabili” che ora come allora il potere vuole far scomparire.

E poi ci sono loro, i testimoni. Silenziosi, coraggiosi, uomini che hanno fatto della loro vita una dimostrazione di quanto invece quei valori siano l’unico traguardo verso il quale marciare, lavorare, impegnarsi e – per molti di loro – anche morire.

Nella cornice della nostra amata città di Roma vorremmo così cercare di aggiungere una pietra per la costruzione di un nuovo – o forse antico, sicuramente saggio – modo di fare politica: testimoniare l’impegno di chi ci ha preceduto per rafforzare l’impegno di chi si sta mettendo in campo oggi. Formare per conoscere e per diffondere. Formare per trovare la forza insieme agli amici che fanno la tua stessa strada. Formare per non lasciare che qualcun altro racconti la tua storia e la annulli.

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Fonte: Marina Galani, Dal seminario formativo del PdF, in “La Croce quotidiano”, 5 dicembre 2017, p. 2.

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